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	<title>Note di retro/scena</title>
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	<description>Il Blog del Festival delle Colline Torinesi</description>
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		<title>Note di retro/scena</title>
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		<title>A bientôt.</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 13:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>festivaldellecolline</dc:creator>
				<category><![CDATA[Note di retro/scena]]></category>

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		<description><![CDATA[Con T.E.L., progetto speciale dei Fanny &#38; Alexander, il Festival 2011 si chiude davvero. Un attore a Torino e uno a Napoli, contemporaneamente, davanti a un pubblico diverso, sono in collegamento satellitare impegnati in un esperimento di comunicazione utopica. Cinquanta minuti di prestazione fisica e tensione emotiva raccontano l’avventura di Lawrence d’Arabia, capo della rivolta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=festivaldellecolline.wordpress.com&amp;blog=8033346&amp;post=263&amp;subd=festivaldellecolline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con T.E.L., progetto speciale dei Fanny &amp; Alexander, il Festival 2011 si chiude davvero.<br />
Un attore a Torino e uno a Napoli, contemporaneamente, davanti a un pubblico diverso, sono in collegamento satellitare impegnati in un esperimento di comunicazione utopica.<span id="more-263"></span></p>
<p>Cinquanta minuti di prestazione fisica e tensione emotiva raccontano l’avventura di Lawrence d’Arabia, capo della rivolta araba nei primi del Novecento. Buio. Applausi.<br />
Ma lo spettacolo ha ancora un’appendice.<br />
Sul palco compare infatti una bambina che raggiunge il palco. È l’ultima immagine del Festival 2011: una bambina, vestita da dama ottocentesca, intenta a muovere dei giochini sul tavolo, assorta e concentrata nel proprio compito / gioco.<br />
Un momento che rimane impresso nella mente, immediata metafora di certe missioni che finiscono per rivelarsi insignificanti passatempi.<br />
Con T.E.L. siamo giunti all’ultima pagina del programma.<br />
Sembra ormai lontano il 3 giugno quando, a un’ora dal debutto di <em>Othello c’est qui</em>, Franck Edmond Yao era andato in cerca di una pizza sotto la pioggia.<br />
O quando Alexandra Sarantopoulou dei Motus raccontava i suoi progressi con lo studio dell’italiano “Lo sto imparando leggendo Pinocchio di Collodi, però imparo delle parole antiche, che non usano più. L’altro giorno ho detto – c’erano solo i quattro gatti- e Daniela  si è messa a ridere”.<br />
Come scordare il capitone delle Fibre Parallele, le stravaganze di Pippo Delbono, la magica casa girevole dell’<em>Entetement</em>, le noccioline dei Menoventi, la sobrietà di Bruno Meyssat.<br />
Abbiamo assistito a scene curiose: Le performer di Muta Imago, sporche di calce, aggirarsi per il cortile della Cavallerizza, intente nella costruzione del mitico muro. La prima volta che le vide, un po’ per scherzo, Ariotti chiese chi fossero quelle fanciulle completamente imbrattate di cemento. Oppure Guillaume Vincent, regista di <em>Le bouc, </em>gironzolare in pieno giorno con una pila da fronte accesa.Abbiamo brindato con tutte le compagnie con la formula del “fiore”. Abbiamo ascoltato molte storie, Annapalola Bardeloni, per esempio, quando raccontava delle sue tournées in Sud America e in Giappone, e anche ricordi più lontani, come quelli di Giovanni Moretti “In prima elementare la maestra mostrava l’abbecedario, e alla lettera M di mela corrispondeva il vocabolo<em> “pum””.</em><br />
Ma di fatto l’edizione n. 16 si è conclusa.<br />
C’è chi è già volato a New York per assistere ad una lunga serie di musical, chi ha ritrovato il tempo per occuparsi del nuovo gatto, e chi ha ripreso il consueto lavoro in ufficio per chiudere gli ultimi aspetti burocratici.<br />
E poi ci sono Isabella e Sergio, che a dodici mesi dalla prossima edizione, facendosi fresco con il ventaglio del Festival, si esprimono su date e possibili spettacoli per l’edizione 2012.<br />
Ma queste, per ora, rimangono informazioni top secret.<br />
A bientôt.<br />
Gessica Franco Carlevero</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/festivaldellecolline.wordpress.com/263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/festivaldellecolline.wordpress.com/263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/festivaldellecolline.wordpress.com/263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/festivaldellecolline.wordpress.com/263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/festivaldellecolline.wordpress.com/263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/festivaldellecolline.wordpress.com/263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/festivaldellecolline.wordpress.com/263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/festivaldellecolline.wordpress.com/263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/festivaldellecolline.wordpress.com/263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/festivaldellecolline.wordpress.com/263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/festivaldellecolline.wordpress.com/263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/festivaldellecolline.wordpress.com/263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/festivaldellecolline.wordpress.com/263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/festivaldellecolline.wordpress.com/263/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=festivaldellecolline.wordpress.com&amp;blog=8033346&amp;post=263&amp;subd=festivaldellecolline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Cosa c’è a nord ovest?</title>
		<link>http://festivaldellecolline.wordpress.com/2011/06/22/cosa-c%e2%80%99e-a-nord-ovest/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 23:59:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>festivaldellecolline</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario del Festival]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa c’è a nord ovest? Una passeggiata, dei quadri che parlano, a volte la pioggia, ma non spaventa nessuno. La sera della prova generale di Nord Ovest, Irene Zagrebelsky si affaccia al portone di San Pietro in Vincoli, e guarda fuori. “Uno spettacolo si può provare molte volte” dice “ma per farlo crescere serve che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=festivaldellecolline.wordpress.com&amp;blog=8033346&amp;post=258&amp;subd=festivaldellecolline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa c’è a nord ovest?<br />
Una passeggiata, dei quadri che parlano, a volte la pioggia, ma non spaventa nessuno.<br />
La sera della prova generale di Nord Ovest, Irene Zagrebelsky si affaccia al portone di San Pietro in Vincoli, e guarda fuori.<br />
“Uno spettacolo si può provare molte volte” dice “ma per farlo crescere serve che parli con qualcuno”.<span id="more-258"></span><br />
Ecco allora che la prova ha inizio, l’ultima prova prima che lo spettacolo cominci davvero.<br />
Il primo tentativo di conversazione tra lo spettacolo e i suoi spettatori.<br />
Ad accompagnare nella passeggiata per San Pietro, insieme alla voce carezzevole di Roberta Cortese, attrice e cantante in Nord Ovest; c’è l’occhio discreto ma attento di Cristina Rigotti, la direttrice di produzione.<br />
Guarda che i tempi della passeggiata siano quelli che si erano previsti, controlla che le musiche non siano né troppo alte né troppo basse, conta se i posti a sedere sono abbastanza per tutti.<br />
Nord Ovest è uno spettacolo a forma di conchiglia: curato in ogni dettaglio, si schiude per pochi alla volta.<br />
Per questo, bisogna che tutto funzioni. Il meccanismo delle piccole cose pratiche e quello più ampio delle storie dei personaggi.</p>
<p>Si tratta di uno spettacolo-esperienza, c’è più del teatro, c’è la storia degli ultimi quarant’anni d’Italia, tra boom e crisi, c’è la storia di una famiglia e quella di tutte le famiglie, c’è la storia dei<br />
dialetti del nord ovest che s’incontrano come in una sinfonia.</p>
<p>San Pietro in Vincoli poi, è il luogo perfetto per accogliere lo spettacolo. Offre piccoli spazi in cui stare raccolti e dedicarsi all’ascolto – tutti i pensieri restano fuori.<br />
Fuori dagli incavi di mattoncini, fuori dal cortile con gli archi, nove archi per lato. Dentro, quel sapore di sacro ma non religioso, sacro come può essere un bello spettacolo, sacro<br />
come sa essere solo il Teatro.</p>
<p>Margherita Restelli</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/festivaldellecolline.wordpress.com/258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/festivaldellecolline.wordpress.com/258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/festivaldellecolline.wordpress.com/258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/festivaldellecolline.wordpress.com/258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/festivaldellecolline.wordpress.com/258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/festivaldellecolline.wordpress.com/258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/festivaldellecolline.wordpress.com/258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/festivaldellecolline.wordpress.com/258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/festivaldellecolline.wordpress.com/258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/festivaldellecolline.wordpress.com/258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/festivaldellecolline.wordpress.com/258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/festivaldellecolline.wordpress.com/258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/festivaldellecolline.wordpress.com/258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/festivaldellecolline.wordpress.com/258/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=festivaldellecolline.wordpress.com&amp;blog=8033346&amp;post=258&amp;subd=festivaldellecolline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Chi so’ io e chi sì tu</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 23:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>festivaldellecolline</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Protagonisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Benedetto Sicca, il regista di Frateme sta sistemando i binari su cui scorrono le sedie e i tavoli della scenografia. “Facciamo un po’ di tutto, non è per scelta, è che bisogna arrangiarsi”. Non è un fatto eccezionale, per le giovani compagnie, quello di “arrangiarsi”. In questo caso comunque, pare che l’adattarsi alla situazione abbia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=festivaldellecolline.wordpress.com&amp;blog=8033346&amp;post=255&amp;subd=festivaldellecolline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Benedetto Sicca, il regista di Frateme sta sistemando i binari su cui scorrono le sedie e i tavoli della<br />
scenografia. “Facciamo un po’ di tutto, non è per scelta, è che bisogna arrangiarsi”.<br />
Non è un fatto eccezionale, per le giovani compagnie, quello di “arrangiarsi”.<span id="more-255"></span><br />
In questo caso comunque, pare che l’adattarsi alla situazione abbia portato senz’altro a un buon risultato.<br />
Conferma la reazione del pubblico. “ E chi se lo aspettava? ridere e piangere, in uno spettacolo<br />
solamente.” Oppure, “Ya, Quann c&#8217;vò c&#8217;vò”, commenta un signore contagiato dalla lingua dello spettacolo.<br />
Il napoletano effettivamente è un elemento fondamentale di Frateme, scelta molto ragionata e per<br />
niente folclorica. “E’ la prima volta che ho scritto in napoletano. Credo che il linguaggio sia il vero oggetto del teatro.<br />
Non esiste un solo linguaggio, penso che ogni opera debba inaugurare la sola lingua possibile per<br />
quello specifico lavoro. È un atto di conoscenza, lavorare profondamente negli anni per affinare via<br />
via il linguaggio specifico per ogni lavoro”.<br />
Sicca non è interessato ad un teatro popolare, Frateme è in dialetto, perché il dialetto è la lingua per<br />
raccontare questa specifica storia.<br />
“Proprio per questo ho voluto una scenografia così essenziale, minima, per non sovraccaricare<br />
quell’immaginario che si lega immediatamente al napoletano. Abbiamo lavorato per sottrazione,<br />
per andare contro la memoria del pubblico legata a quel tipo di linguaggio. Volevamo lasciare<br />
spazio all’immaginazione, ci sono pochissimi oggetti di scena, così ognuno è libero di immaginare<br />
il cucchiaino, la tazza…”.<br />
“Il fatto poi di trovarsi in un teatro come questo, il Gobetti, crea un cortocircuito bellissimo. I<br />
velluti che fanno la quadratura restituiscono quell’altra cosa contro cui abbiamo lavorato. Quando<br />
Isabella mi chiese in quale spazio volevamo fare Frateme, ho pensato che il Gobetti, con questi<br />
affreschi, sarebbe stato l’ideale, un teatro contemporaneo avrebbe fatto una rima baciata con la<br />
scelta stilistica dello spettacolo”.<br />
Sicca però tiene a precisare che non si tratta di questioni puramente estetiche, formali. Dietro ai suoi<br />
lavori, seppure molto diversi uno dall’altro, c’è sempre un’urgenza: raccontare il branco, e i legami<br />
che si innescano.<br />
“Oltre a essere interessato all’approccio conoscitivo, alla ricerca del linguaggio, questa fase<br />
della mia vita è legata all’indagine dei legami di branco, le diverse manifestazioni di crudeltà, le<br />
sfumature, e l’ecosistema delle singole persone. Anche nello spettacolo che abbiamo cominciato a<br />
preparare qui a Torino, Il silenzio dei cassetti, torno a ragionare sul branco”.<br />
E prima di salutarci parliamo di Napoli, città di Benedetto, ma anche ambientazione di Frateme,<br />
con la sua puzza e le sue contraddizioni.<br />
“Napoli è in transizione, è difficile capire quanto sia un fatto reale. Quel che è successo, l’elezione<br />
a sindaco di De Magistris, ha una portata enorme. C’è una tale abitudine alla violenza e a certi<br />
meccanismi, che forse la chiave per il cambiamento è una guida che vada in una direzione diversa.<br />
I napoletani vogliono profondamente stare meglio, ma non hanno la forza civica di incominciare<br />
individualmente. C’è questo meccanismo per cui il pensiero comune è Chi so’ io e chi sì tu. Cioè,<br />
perché io devo essere l’unico a non buttare la carta per strada? Perché dovrei essere l’unico scemo a<br />
fare la differenziata? Questo crea un cortocircuito. Accanto a questo però c’è la bellezza sconfinata<br />
di Napoli, solo che è il meccanismo ad essere marcio”.<br />
A questo punto un tecnico viene a chiamare Benedetto, ha bisogno di una mano per sistemare qualcosa.<br />
“Il teatro è un lavoro di squadra. – dice salutando-. La caratteristica del nostro lavoro è la<br />
composizione. Il mio compito, come regista, è di dare a tutti una motivazione, un indirizzo<br />
compositivo e un alfabeto. A quel punto ciascuno deve metterci del proprio, come in una composizione”.<br />
E a questo punto Sicca torna in teatro a dirigere la sua squadra.</p>
<p>Gessica Franco Carlevero</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/festivaldellecolline.wordpress.com/255/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/festivaldellecolline.wordpress.com/255/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/festivaldellecolline.wordpress.com/255/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/festivaldellecolline.wordpress.com/255/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/festivaldellecolline.wordpress.com/255/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/festivaldellecolline.wordpress.com/255/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/festivaldellecolline.wordpress.com/255/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/festivaldellecolline.wordpress.com/255/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/festivaldellecolline.wordpress.com/255/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/festivaldellecolline.wordpress.com/255/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/festivaldellecolline.wordpress.com/255/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/festivaldellecolline.wordpress.com/255/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/festivaldellecolline.wordpress.com/255/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/festivaldellecolline.wordpress.com/255/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=festivaldellecolline.wordpress.com&amp;blog=8033346&amp;post=255&amp;subd=festivaldellecolline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L’unica luce nel buio</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 15:10:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>festivaldellecolline</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>

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		<description><![CDATA[Buio in sala, iniziano le prove. A tratti, la luce di un display. È lo schermo della macchina fotografica di Umberto Costamagna, il fotografo ufficiale del Festival. Quando si accorge che una scena si carica di immagini forti, la segue interamente dall’occhio della macchina fotografica, in attesa del momento giusto per scattare. Non è uno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=festivaldellecolline.wordpress.com&amp;blog=8033346&amp;post=253&amp;subd=festivaldellecolline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buio in sala, iniziano le prove.<br />
A tratti, la luce di un display.<br />
È lo schermo della macchina fotografica di Umberto Costamagna, il fotografo ufficiale del Festival. Quando si accorge che una scena si carica di immagini forti, la segue interamente dall’occhio della macchina fotografica, in attesa del momento giusto per scattare.<span id="more-253"></span><br />
Non è uno sguardo filtrato il suo, ma amplificato, che cattura le cose esattamente quando raggiungono il loro apice.<br />
E così capita che ci si ritrovi sul punto di commuoversi, o di essere attraversati dai brividi, e CLICK – perfettamente puntuale, Umberto immortala la scena.<br />
Di momenti forti, in <em>Frateme</em>, ce ne sono molti. Uno spettacolo carico di sentimenti all’eccesso, guardati con l’occhio presente e a tratti perverso della famiglia.<br />
Una scena ricca di personaggi, una trama densa di storie.<br />
E un occhio, quello di Umberto attraverso la sua macchina fotografica, capace di estrapolare il fotogramma che, una parte per il tutto, racconterà sempre quel momento.<br />
Sull’orlo delle lacrime o del riso.<br />
CLICK.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Margherita Restelli</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/festivaldellecolline.wordpress.com/253/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/festivaldellecolline.wordpress.com/253/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/festivaldellecolline.wordpress.com/253/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/festivaldellecolline.wordpress.com/253/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/festivaldellecolline.wordpress.com/253/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/festivaldellecolline.wordpress.com/253/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/festivaldellecolline.wordpress.com/253/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/festivaldellecolline.wordpress.com/253/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/festivaldellecolline.wordpress.com/253/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/festivaldellecolline.wordpress.com/253/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/festivaldellecolline.wordpress.com/253/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/festivaldellecolline.wordpress.com/253/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/festivaldellecolline.wordpress.com/253/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/festivaldellecolline.wordpress.com/253/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=festivaldellecolline.wordpress.com&amp;blog=8033346&amp;post=253&amp;subd=festivaldellecolline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>UNA MIRACOLOSA NORMALITÀ</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 14:10:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>festivaldellecolline</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario del Festival]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli endecasillabi di Sacra familia si dondola. Musicale il metro, le rime a tratti come in una canzone, l’accento bresciano che si trascina appena e colora la storia, in un impasto linguistico quotidiano e simbolico allo stesso tempo. Achille Platto, l’autore, passeggia per il foyer vestito completamente di bianco. Quasi un’apparizione angelica, come quelle dello [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=festivaldellecolline.wordpress.com&amp;blog=8033346&amp;post=250&amp;subd=festivaldellecolline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli endecasillabi di <em>Sacra familia </em>si dondola.<br />
Musicale il metro, le rime a tratti come in una canzone, l’accento bresciano che si trascina appena e colora la storia, in un impasto linguistico quotidiano e simbolico allo stesso tempo.<br />
Achille Platto, l’autore, passeggia per il foyer vestito completamente di bianco. Quasi un’apparizione angelica, come quelle dello spettacolo.<span id="more-250"></span><br />
Quando parla, il suo accento racconta Brescia, e il potere del teatro di rendere le compagnie girovaghe. Non esiste ricchezza più grande: spaziare, incontrare, portare i propri luoghi in giro per il mondo.<br />
Durante lo spettacolo, Achille sta seduto in mezzo al pubblico, e sorride agli applausi che s’infilano tra una scena e l’altra.<br />
Gli spettatori si affezionano subito a questi Giuseppe e Maria, umani e anche un po’ ballerini, e non si trattengono dall’esplodere in applausi di tanto in tanto, quando i due incappano in situazioni comiche, addirittura grottesche.<br />
Sono due come noi, una coppia dei nostri giorni, che cerca la propria strada nelle piccole, grandi scelte di vita.<em><br />
Ma varda! </em>dice qualcuno quando la scenografia della casa si accascia su se stessa, e dà vita al più suggestivo dei deserti, gonfiato dal vento e dall’evocazione un po’ magica, un po’ tragica di un Eden che appare e scompare, quasi a trabocchetto.<br />
Sergio Ariotti veglia dall’alto della balconata, uno sguardo come paterno sulla compagnia del Teatro Stabile di Brescia, per la prima volta al Festival.<br />
Dopo l’ultima scena, si unisce anche lui all’ultimo fragoroso applauso.<br />
Poi, un momento di silenzio porta nel teatro il suono di una tromba.<br />
Fuori, finalmente il cielo terso, la banda dei bersaglieri sembra esserci apposta per accogliere il pubblico e gli attori.<br />
Ed è un trionfo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Irene Avataneo e Margherita Restelli</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/festivaldellecolline.wordpress.com/250/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/festivaldellecolline.wordpress.com/250/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/festivaldellecolline.wordpress.com/250/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/festivaldellecolline.wordpress.com/250/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/festivaldellecolline.wordpress.com/250/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/festivaldellecolline.wordpress.com/250/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/festivaldellecolline.wordpress.com/250/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/festivaldellecolline.wordpress.com/250/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/festivaldellecolline.wordpress.com/250/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/festivaldellecolline.wordpress.com/250/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/festivaldellecolline.wordpress.com/250/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/festivaldellecolline.wordpress.com/250/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/festivaldellecolline.wordpress.com/250/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/festivaldellecolline.wordpress.com/250/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=festivaldellecolline.wordpress.com&amp;blog=8033346&amp;post=250&amp;subd=festivaldellecolline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Cinquanta premesse a cinquanta rovine</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 09:53:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>festivaldellecolline</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quando hanno iniziato le prove, avranno costruito e abbattuto almeno cinquanta muri. Lo racconta Claudia Sorace, la regista dei Muta Imago, la punta delle scarpe bianca di calce e gli occhiali impolverati. “Uno spettacolo vive anche del prima, di tutto quello che gli sta intorno”, racconta, “e la fatica è la cifra fondamentale di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=festivaldellecolline.wordpress.com&amp;blog=8033346&amp;post=246&amp;subd=festivaldellecolline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando hanno iniziato le prove, avranno costruito e abbattuto almeno cinquanta muri.<br />
Lo racconta Claudia Sorace, la regista dei Muta Imago, la punta delle scarpe bianca di calce e gli occhiali impolverati.<br />
“Uno spettacolo vive anche del prima, di tutto quello che gli sta intorno”, racconta, “e la fatica è la cifra fondamentale di questo progetto”.<span id="more-246"></span><br />
Da qui, la scelta concreta del muro. Un muro vero, costruito con gesso e con cura, a cui ci si affeziona. Un muro che si fa e si disfa ogni volta, come succede per le cose della vita quando si creano e poi crollano di colpo.<br />
Il punto di partenza, come quasi sempre, è un’urgenza personale. Uno sguardo sul mondo che ci circonda e in cui viviamo.<br />
“Siamo tutti un po’ così”, dice Claudia. “Displaced”.<br />
E va detto proprio in inglese, perché conservi una concretezza maggiore. Non si tratta solo di una condizione esistenziale e metaforica, ma concreta, materiale, tangibile.<br />
“Ancora non mi sembra che ci sia una strada in questa ondata di macerie”, dice, e se le si chiede se hanno trovato almeno una breccia, attraverso la messa in scena della loro performance, risponde “Speriamo nella terza parte!”<br />
In ogni caso, mettersi di fronte a uno stato e prenderne consapevolezza, è già un passo verso la risoluzione.<br />
Non si può fare che questo: stare nel mondo e osservarlo.<br />
Poi, compito di chi fa teatro, sarà raccontare.<br />
In <em>Displace #2 Rovine</em> con coraggio e convinzione, a suon di frustate e sprazzi di luci abbaglianti.<br />
Saranno le persone che guardano, a camminare per il mondo. A trasformare i racconti in <em>soluzioni</em>.<br />
Il racconto dei Muta Imago è diviso per tappe: la prima è stata <em>Displace #1 –  La rabbia rossa</em>, ora è il momento di <em>Displace #2 – Rovine</em>.<br />
“Per portare le cose dall’apnea al respiro”, racconta Claudia, “bisogna darsi il tempo di sviscerarle. Per questo il cammino in tappe”.<br />
E ogni tappa è vissuta nel modo più totalizzante possibile dalla compagnia: ci si cala negli stati d’animo di cui si vuole parlare.<br />
“Per rispecchiarne lo spirito, è inevitabile sperimentare questa fatica immane e continua”.<br />
Ecco, dove emerge un senso: mettersi nella fatica concreta per capire cosa significa davvero.</p>
<p>Poi, per prima cosa, si pongono le premesse. Qui, il mondo del muro e del canto lirico, legato alla nostra cultura, a un passato che sta ormai crollando. Un passato “importante per il portato che ha”, dice Claudia. Un passato fatto di muri di gesso, una cinquantina di muri di gesso costruiti con devozione e distrutti in un momento. Cinquanta premesse a cinquanta rovine.<br />
Infine, appunto, non restano che le rovine. Il mondo dei corpi e delle macerie, un luogo di costrizione, dove le attrici camminano e corrono, con fatica e disagio. Un movimento che è una camminata infinita, essere costretti ad attraversare le difficoltà, per conquistare non la salvazione ma, forse, finalmente, la ribellione.</p>
<p>In scena, ci sono solo donne. Non è un caso, ma neanche un manifesto. Semplicemente, un modo per raccontare la collettività.<br />
“Credo che la presenza femminile racconti meglio il contemporaneo: l’ambiguità, il mistero, le sfaccettature, le possibilità che abbiamo intorno. Ma attenzione: è uno sguardo femminile, non femminista!”.<br />
Come a dire che se gli attori fossero quattro uomini, non cambierebbe nulla, si tratta unicamente di uno sguardo diverso.<br />
Come a dire che se davvero vogliamo affermare la nostra forza, occorre dimenticare certi discorsi di genere e parlare concretamente di fatti, di idee, senza quelle che Claudia chiama le “domande di genere”.</p>
<p>Finita la chiacchierata, Claudia saluta.<br />
Ritorna alla sua squadra “edilizia” di costruzione e teatro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Irene Avataneo e Margherita Restelli</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/festivaldellecolline.wordpress.com/246/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/festivaldellecolline.wordpress.com/246/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/festivaldellecolline.wordpress.com/246/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/festivaldellecolline.wordpress.com/246/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/festivaldellecolline.wordpress.com/246/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/festivaldellecolline.wordpress.com/246/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/festivaldellecolline.wordpress.com/246/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/festivaldellecolline.wordpress.com/246/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/festivaldellecolline.wordpress.com/246/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/festivaldellecolline.wordpress.com/246/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/festivaldellecolline.wordpress.com/246/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/festivaldellecolline.wordpress.com/246/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/festivaldellecolline.wordpress.com/246/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/festivaldellecolline.wordpress.com/246/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=festivaldellecolline.wordpress.com&amp;blog=8033346&amp;post=246&amp;subd=festivaldellecolline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Bruno Meyssat</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 14:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>festivaldellecolline</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra una prova e l’altra, Bruno Meyssat , regista di Observer, incontra gli studenti del corso per attori del Teatro Stabile di Torino diretto da Valter Malosti. A settembre il regista francese terrà un laboratorio con i ragazzi, all’interno del progetto europeo CARTA BIANCA e in previsione di quella data, si presenta ai giovani attori [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=festivaldellecolline.wordpress.com&amp;blog=8033346&amp;post=240&amp;subd=festivaldellecolline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra una prova e l’altra, Bruno Meyssat , regista di <em>Observer</em>, incontra gli studenti del corso per attori del Teatro Stabile di Torino diretto da Valter Malosti.<br />
A settembre il regista francese terrà un laboratorio con i ragazzi, all’interno del progetto europeo CARTA BIANCA e in previsione di quella data, si presenta ai giovani attori e parla del proprio lavoro.<span id="more-240"></span><br />
“Non dovrete preparare alcun testo – li tranquillizza-. Quello che mi interessa è il contatto diretto con gli attori, la loro individualità, il mio lavoro nasce a partire dall’incontro con le persone”.<br />
Per spiegare il proprio metodo Meyssat racconta la preparazione dello spettacolo <em>Observer</em>.<br />
Innanzitutto è stato in Giappone per sei settimane, dove ha visitato il Memoriale della Pace di Hiroshima. La cosa che probabilmente lo ha colpito maggiormente sono stati gli oggetti conservati, l’unica traccia per la memoria della distruzione della città nel 1945.<br />
Ha deciso di fare questo lavoro perché si è reso conto che le persone conoscono troppo poco questa storia, in un certo senso è come se fosse stata dimenticata, superata.<br />
<em>“Il sentimento che si genera qui non è dettato dalla percezione. Ma dal sapere.</em><em><br />
La condizione morale della verità è oggi la rappresentazione”.</em><em></em></p>
<p>Dunque è tornato a Hiroshima insieme agli attori, e solo allora hanno cominciato a comporre lo spettacolo. Non c’era un copione precostituito, <em>Observer </em>è il frutto di un lavoro sull’improvvisazione, sulle sensazioni vissute in prima persona dagli attori.<br />
“Non mi interessano gli attori, ma le persone”.</p>
<p><em></em>Naturalmente la tecnica è importante, precisa Meyssat, anzi, indispensabile, ma viene in un secondo momento, quando si tratta di costruire formalmente lo spettacolo. A quel punto si fissano le scene, si compongono e si montano le varie parti nate dall’improvvisazione. È un lavoro che si avvicina a quello cinematografico, di montaggio.<br />
Prima si raccoglie il materiale, poi si sistematizza il tutto.<br />
“Insomma, anche quello che faremo insieme sarà un lavoro di questo tipo, vi chiederò di portare degli oggetti, a partire dai quali cominceremo a lavorare”.</p>
<p>Gli allievi dello Stabile ascoltano con attenzione, in silenzio.</p>
<p>Sergio Ariotti in questi giorni raccontava un’usanza dei bambini giapponesi i quali, quando suona la campanella, non saltano subito in aria come molle. Prima ritirano il materiale, chiudono la cartella, sistemano la sedia sotto al banco, e solo a quel punto saltano in ara come molle.<br />
Quando Meyssat termina il proprio racconto anche i giovani attori pare non abbiano alcuna fretta di alzarsi, anzi, sembrano rapiti dal carisma del regista, calmo, serio, preciso.</p>
<p>Ma poi si torna al lavoro, i ragazzi alle prove dei saggi, e Meyssat a quelle di <em>Observer</em>.</p>
<p>Gessica Franco Carlevero</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/festivaldellecolline.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/festivaldellecolline.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/festivaldellecolline.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/festivaldellecolline.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/festivaldellecolline.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/festivaldellecolline.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/festivaldellecolline.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/festivaldellecolline.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/festivaldellecolline.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/festivaldellecolline.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/festivaldellecolline.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/festivaldellecolline.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/festivaldellecolline.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/festivaldellecolline.wordpress.com/240/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=festivaldellecolline.wordpress.com&amp;blog=8033346&amp;post=240&amp;subd=festivaldellecolline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>PROVE GENERALI</title>
		<link>http://festivaldellecolline.wordpress.com/2011/06/17/prove-generali/</link>
		<comments>http://festivaldellecolline.wordpress.com/2011/06/17/prove-generali/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 12:51:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>festivaldellecolline</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario del Festival]]></category>

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		<description><![CDATA[“Sistemate tutto, come se fosse domani!”. Alla Cavallerizza Reale tira aria di pulizie. La compagnia Kulturscio’k si prepara per la prova generale. Un’attività frenetica che coinvolge tutti, senza distinzioni. La vocal trainer spazza il palcoscenico, mentre ripassa con l’attore/musicista l’intonazione di una battuta “cruciale”. L’attrice/regista scalda la voce, il clarinettista scalda lo strumento. La regista [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=festivaldellecolline.wordpress.com&amp;blog=8033346&amp;post=234&amp;subd=festivaldellecolline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Sistemate tutto, come se fosse domani!”.<br />
Alla Cavallerizza Reale tira aria di pulizie. La compagnia Kulturscio’k si prepara per la prova generale. Un’attività frenetica che coinvolge tutti, senza distinzioni.<br />
La <em>vocal trainer </em>spazza il palcoscenico, mentre ripassa con l’attore/musicista l’intonazione di una battuta “cruciale”.<span id="more-234"></span><br />
L’attrice/regista scalda la voce, il clarinettista scalda lo strumento.<br />
La regista raccoglie carte e bottiglie sparse, chiede ai tecnici delucidazioni sulle luci, organizza i posti riservati per la “prima”.<br />
Qualcuno fischietta.<br />
Domani si debutta!</p>
<p>Intanto, nella Manica Corta, inizia un’altra prova generale. <em>Displace#2 Rovine </em>della compagnia Muta Imago.<br />
In sala, alcuni critici e giornalisti per l’anteprima.<br />
Il palcoscenico è già pronto, pulito, sgombro.<br />
Dopo poco, resta in scena soltanto un cumulo di macerie.<br />
Urla che diventano canto, luci violente puntate contro il pubblico, perché la riflessione ci riguarda tutti, proprio tutti.<br />
Fumo e cenere nell’aria. “Tutto finisce, in un modo o nell’altro”.</p>
<p>Irene Avataneo</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/festivaldellecolline.wordpress.com/234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/festivaldellecolline.wordpress.com/234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/festivaldellecolline.wordpress.com/234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/festivaldellecolline.wordpress.com/234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/festivaldellecolline.wordpress.com/234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/festivaldellecolline.wordpress.com/234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/festivaldellecolline.wordpress.com/234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/festivaldellecolline.wordpress.com/234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/festivaldellecolline.wordpress.com/234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/festivaldellecolline.wordpress.com/234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/festivaldellecolline.wordpress.com/234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/festivaldellecolline.wordpress.com/234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/festivaldellecolline.wordpress.com/234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/festivaldellecolline.wordpress.com/234/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=festivaldellecolline.wordpress.com&amp;blog=8033346&amp;post=234&amp;subd=festivaldellecolline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>150 parole per sopravvivere in palcoscenico</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 12:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>festivaldellecolline</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario del Festival]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul palco delle Fonderie Limone ci sono una serie di oggetti disposti alla rinfusa.  Stivali di gomma, cocci, lavandini, monopattini… Lo spettacolo, Observer, andrà in scena tra poche ore, come mai c’è ancora tanto disordine? In realtà basta prestare un poco di attenzione e si capisce che il disordine è solo apparente, anzi, tutto è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=festivaldellecolline.wordpress.com&amp;blog=8033346&amp;post=231&amp;subd=festivaldellecolline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul palco delle Fonderie Limone ci sono una serie di oggetti disposti alla rinfusa.  Stivali di gomma, cocci, lavandini, monopattini… Lo spettacolo, <em>Observer, </em>andrà in scena tra poche ore, come mai c’è ancora tanto disordine? In realtà basta prestare un poco di attenzione e si capisce che il disordine è solo apparente, anzi, tutto è predisposto secondo una disposizione meticolosa.<span id="more-231"></span><br />
La compagnia è molto precisa. Un tecnico del Festival è arrampicato per sistemare un filo praticamente invisibile, in platea un tecnico francese gli fornisce le indicazioni, “Un po’ più su, un po’ più giù”. Ma evidentemente c’è qualche incomprensione, così interviene Allegra, la ragazza che si occupa dei sottotitoli.<br />
“Chiedigli come vuole i tiri che non capisco”. Dice il tecnico italiano.<br />
Allegra mi guarda e dice, e come si traduce, tiri?<br />
Ecco che torna utile la guida scovata qualche tempo fa nel quaderno di bordo di Laura Manzone, coordinatrice organizzativa:<br />
La guida si intitola:<br />
150 parole per sopravvivere in palcoscenico.</p>
<p>Si tratta di un vero e proprio glossario “salvavita” per la comunicazione teatrale.<br />
Un esempio:<br />
Graticcia.</p>
<p>Traduzione inglese: Gird.</p>
<p>Es. Sulla nostra graticcia sono disponibili 4 tiri motorizzati.<br />
Traduzione inglese: On our gird 5 motorized fly lines are aviable.</p>
<p>La frase italiana diceva 4, la traduzione 5. Mah, ci fidiamo lo stesso.</p>
<p>Insomma, alle Fonderie Limone il tecnico italiano dice ad Allegra: “Chiedigli come vuole i tiri”.</p>
<p>Consultiamo il vademecum linguistico: Tiro.<br />
Traduzione inglese: flyline.<br />
Il tecnico francese è francese, naturalmente, ma capisce immediatamente il termine, flyline, e il lavoro torna a procedere spedito.</p>
<p>Ancora qualche minuto, poi si abbassano le luci e cominciano le prove.</p>
<p>Gessica Franco Carlevero</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/festivaldellecolline.wordpress.com/231/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/festivaldellecolline.wordpress.com/231/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/festivaldellecolline.wordpress.com/231/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/festivaldellecolline.wordpress.com/231/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/festivaldellecolline.wordpress.com/231/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/festivaldellecolline.wordpress.com/231/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/festivaldellecolline.wordpress.com/231/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/festivaldellecolline.wordpress.com/231/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/festivaldellecolline.wordpress.com/231/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/festivaldellecolline.wordpress.com/231/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/festivaldellecolline.wordpress.com/231/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/festivaldellecolline.wordpress.com/231/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/festivaldellecolline.wordpress.com/231/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/festivaldellecolline.wordpress.com/231/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=festivaldellecolline.wordpress.com&amp;blog=8033346&amp;post=231&amp;subd=festivaldellecolline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sono le otto</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 14:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>festivaldellecolline</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario del Festival]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest’anno, le immancabili ciliegie di Pecetto. Sono le otto, per terra è pieno di arachidi ancora col guscio. All’ingresso venivano distribuite “Non per mangiarle! Per una sorpresa alla fine dello spettacolo.” Gli spettatori di Invisibilmente aspettano che In festa abbia inizio, e chiacchierano sul piazzale della chiesa dei Battù di Pecetto. Sarà il posto, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=festivaldellecolline.wordpress.com&amp;blog=8033346&amp;post=228&amp;subd=festivaldellecolline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest’anno, le immancabili ciliegie di Pecetto.<br />
Sono le otto, per terra è pieno di arachidi ancora col guscio.<br />
All’ingresso venivano distribuite “Non per mangiarle! Per una sorpresa alla fine dello spettacolo.”<br />
Gli spettatori di <em>Invisibilmente </em>aspettano che <em>In festa </em>abbia inizio, e chiacchierano sul piazzale della chiesa dei Battù di Pecetto.<span id="more-228"></span><br />
Sarà il posto, sarà l’affetto del pubblico per i Menoventi, che sono al Festival per la seconda volta, ma la navetta è arrivata a Pecetto completamente piena.<br />
Una gita fuori porta, per una sera.<br />
L’accoglienza è delle migliori. Il sindaco si è presentato allo spettacolo carico di vaschette di ciliegie. Così, alla biglietteria, tra schede di sala e cartoline, troneggiano le ciliegie, orgoglio del paese, e tutti le possono assaggiare.<br />
L’accoglienza di Pecetto sta anche nella morfologia del posto. Nelle strade piccole e tortuose che sono quasi un abbraccio. E poi, tra una casa e l’altra, a tratti, nei frammenti o squarci di cielo, di verde.<br />
Eccole, le Colline del Festival.<br />
Il secondo spettacolo dei Menoventi, <em>In festa</em>, attira ancora più gente del primo.<em><br />
Invisibilmente </em>ha fatto venir meno il confine tra gli artisti e gli spettatori: tutti erano partecipi dello stesso accadimento. E così, anche per <em>In festa</em>, il pubblico lascia una porticina aperta: ti sto guardando, ma ci sono anch’io.<br />
Consuelo Battiston e Gianni Farina aspettano gli ospiti della loro festa – l’atmosfera oscilla continuamente tra un’amarezza lucida e le risate divertite.<br />
Gli ospiti arrivano, arrivano frammenti di ospiti, di rituali, di regali, di routine. Tutto scomposto, diviso in parti che si confondono tra loro, si combinano in modo inaspettato.<br />
Quando, all’uscita, la gente si riversa sulla piazza, è un albero tronco a fare da spartiacque. Qualcuno va a fare due passi, altri ritornano alla navetta diretta alle Fonderie.<br />
Ma adesso, l’albero, tutte le cose divise in parti, non sembrano più incomplete.<br />
Sono cose <em>in divenire</em>. Non la fine di qualcosa, ma l’inizio di qualcos’altro.</p>
<p>Margherita Rastelli</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/festivaldellecolline.wordpress.com/228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/festivaldellecolline.wordpress.com/228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/festivaldellecolline.wordpress.com/228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/festivaldellecolline.wordpress.com/228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/festivaldellecolline.wordpress.com/228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/festivaldellecolline.wordpress.com/228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/festivaldellecolline.wordpress.com/228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/festivaldellecolline.wordpress.com/228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/festivaldellecolline.wordpress.com/228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/festivaldellecolline.wordpress.com/228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/festivaldellecolline.wordpress.com/228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/festivaldellecolline.wordpress.com/228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/festivaldellecolline.wordpress.com/228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/festivaldellecolline.wordpress.com/228/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=festivaldellecolline.wordpress.com&amp;blog=8033346&amp;post=228&amp;subd=festivaldellecolline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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