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Cosa c’è a nord ovest?

InDiario del Festival su 22/06/2011 a 11:59 pm

Cosa c’è a nord ovest?
Una passeggiata, dei quadri che parlano, a volte la pioggia, ma non spaventa nessuno.
La sera della prova generale di Nord Ovest, Irene Zagrebelsky si affaccia al portone di San Pietro in Vincoli, e guarda fuori.
“Uno spettacolo si può provare molte volte” dice “ma per farlo crescere serve che parli con qualcuno”.
Ecco allora che la prova ha inizio, l’ultima prova prima che lo spettacolo cominci davvero.
Il primo tentativo di conversazione tra lo spettacolo e i suoi spettatori.
Ad accompagnare nella passeggiata per San Pietro, insieme alla voce carezzevole di Roberta Cortese, attrice e cantante in Nord Ovest; c’è l’occhio discreto ma attento di Cristina Rigotti, la direttrice di produzione.
Guarda che i tempi della passeggiata siano quelli che si erano previsti, controlla che le musiche non siano né troppo alte né troppo basse, conta se i posti a sedere sono abbastanza per tutti.
Nord Ovest è uno spettacolo a forma di conchiglia: curato in ogni dettaglio, si schiude per pochi alla volta.
Per questo, bisogna che tutto funzioni. Il meccanismo delle piccole cose pratiche e quello più ampio delle storie dei personaggi.

Si tratta di uno spettacolo-esperienza, c’è più del teatro, c’è la storia degli ultimi quarant’anni d’Italia, tra boom e crisi, c’è la storia di una famiglia e quella di tutte le famiglie, c’è la storia dei
dialetti del nord ovest che s’incontrano come in una sinfonia.

San Pietro in Vincoli poi, è il luogo perfetto per accogliere lo spettacolo. Offre piccoli spazi in cui stare raccolti e dedicarsi all’ascolto – tutti i pensieri restano fuori.
Fuori dagli incavi di mattoncini, fuori dal cortile con gli archi, nove archi per lato. Dentro, quel sapore di sacro ma non religioso, sacro come può essere un bello spettacolo, sacro
come sa essere solo il Teatro.

Margherita Restelli

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